Indagini lungo il confine

Le Grotte Sotterranee
La Valle dei Kenku

Il gruppo, dopo essersi curato alla bene e meglio a seguito del tremendo scontro con Worth, inizierà a scendere lungo le grotte sotterranee scavate dai Wurm di Terra.

Le grotte si distendono per centinaia di chilometri e il gruppo vagherà per queste per alcuni giorni; solo al terzo giorno di cammino seguendo un fiume sotterraneo di piccole dimensioni infine sbucheranno in una grotta più ampia dominata da un piccolo lago. Sulle sponde del lago il gruppo vede uno strano umanoide fuggire al loro arrivo verso un’altra grotta che da accesso alla stanza.

Lo inseguiranno per una giornata circa sino a raggiungere una sporgenza che si apre verso l’esterno a metà di un’ampia facciata di granito; Davanti al gruppo si estende un’ampia vallata racchiusa da pareti a strapiombo altissime che lasciano intravedere il fondo tra le nuvole rade. Quasi sospesi tra le nuvole nella valle sorgono un centinaio di pinnacoli di roccia dall’aspetto fragile e precario ogniuno collegato agli altri con lunghi ponti di corda e sulla maggior parte dei pinnacoli sorgono piccole capanne di legno intrecciato che ricordano vagamente dei nidi di rondine.

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Il Ponte dei Diavoli
La tana di Worth

Il gruppo raggiunge il ponte ghiacciato nella tarda mattina e trova a terra i resti degli sfortunati avventurieri e animali che hanno cercato di attraversarlo precedentemente. A prima vista il ponte non gli sembra pericolso se non fosse per la sua superficie ghiacciata e larga poco più di mezzo metro.

Ma quando il gruppo è sotto al ponte vede gli esseri disgustosi che lo presidiano appollaiati nelle loro tane scavate nelle fiancate del canalone, piccoli omuncoli neri dalle ali simili a pipistrelli, occhi rossi come il fuoco e denti aguzzi e affilati.

Raccolgono un po di materiali dagli sfortunati precipitati e proseguono lungo il canalone.

Durante i giorni successivi il gruppo vede passare nel canalone numerose armate di goblin, koboldi e altri esseri mostruosi, fortunamente tutte le volte riescono a vederli per tempo a nascondersi al loro passaggio.

Dopo quattro giorni di cammino il canalone termina contro una grande cratere circolare che si inabissa nella terra per svariati metri di profondità senza lasciare vedere il fondo. Il cratere occupa tutta la larghezza del canalone ed è interamente ghiacciato.

Notano però alcuni chiodi da cordata d’oro piantati in una parete del cratere che hanno permesso a qualcuno prima di loro di discendere le sue pareti; con grande fatica il gruppo inizia a discendere il cratere, dopo due giorni finalmente giungono sul fondo del cratere.

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Il Canalone di ghiaccio
La statua del felino

Il gruppo inizia ad arrampicarsi seriamente sulle prime pareti rocciose, il clima si fa freddo ed inizia a nevicare copiosamente. Poca vegetazione spunta tra le pietre e la neve alta quasi un metro.

La fauna locale è pericolosa e affamata e il gruppo ne fa più volte conoscenza.

Durante la prima notte mentre il gruppo accende il fuoco una piccola figura si avvicina all’accampamento appoggiandosi faticosamente ad un bastone di legno e coperta da un rozzo mantello di pelo bianco. Il gruppo scoprirà ben presto che si tratta di un goblin, ma ha un modo di fare che non intimorisce il gruppo e lo lasciano fare.

Questi dopo essersi appostato vicino al fuoco nella posizione migliore e aver cenato in maniera abbondante con le scarse provviste del gruppo, inizierà una serie di operazioni disgustose di pulizia dei suoi orifizi… e come nulla fosse ad un certo punto saluterà il gruppo dicendogli che la loro gentilezza sarà ricambiata prima o poi…

Mentre tutto il gruppo dorme uno strano sogno si insinua nelle loro menti: un grosso felino li porta alla morte in un canalone ghiacciato spingendoli da un sentiero roccioso verso il fondo del canalone.

La mattina successiva dopo qualche ora di cammino su di un sentiero appena accennato lungo un cornicione roccioso incontrano una grossa statua di pietra bianca come il ghiaccio che rappresenta un enorme felino eretto sulle zampe posteriori con le fauci aperte nell’atto di balzare su una preda.

Da quel punto notano che un sentiero porta verso un ponte che attraversa un canalone di ghiaccio il sentiero è stretto e ghiacciato e dista almeno cinquanta metri dal fondo del canalone.

Il gruppo decide cosi di calarsi lungo il canalone invece che proseguire lungo il sentiero verso il ponte dei diavoli in maniera da non far avverare il loro sogno premonitore. E qui si seprano dal loro asino vestito da lucertola…

Scendono con notevoli difficoltà sino al canalone ed iniziano a proseguire in direzione del ponte lungo il canalone innevato.

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La Salita ai Picchi Barriera
I raziatori goblin

Il gruppo inizia la loro salita verso il passo seguendo il dente segnalatore del koboldo.

Su una delle prime colline Ginevra si accorge di una banda di goblin razziatori in assetto da guerra che li sta cercando.

Ma Passograsso la Gnoma vestita con la cerata calcata in testa e l’asino vestito da lucertola (precedentemente scuoiata) li spaventa e li fa scappare a gambe levate (pensavano fosse Ri-Zi-Surz).

Durante la notte però mentre il gruppo sta preparando l’accampamento, i personaggi vengono riattaccati con ferocia dalla banda di goblin, aiutati questa volta anche da un gigante delle colline (Grit). Il gruppo riesce a sconfiggere i goblin grazia all’aiuto involontario fornito dal Gigante che più che far danni al gruppo ne fa ai goblin…

La mattina seguente il gruppo si rimette in marcia per superare quelle maledette montagne il prima possibile…

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Rissa in Taverna
La storia ha inizio!

Rissa

Cinque personaggi e alcuni abitanti della città sono riuniti come ogni sera nella locanda di Pellak per godersi il meritato riposo dopo la giornata di lavoro.

I personaggi prendono parte ad una rissa scoppiata in taverna tra alcuni cittadini e alcuni bulli del posto; passa poco tempo e giungono sul posto le guardie cittadine che mettono fine alla rissa arrestando alcuni personaggi e tutti i cittadini coinvolti ad eccezione dei provocatori.

Scoprirano successivamente che le guardie avevano architettato a priori la rissa, in modo da catturare qualcuno da mandare al patibolo al posto dei presunti prigionieri di guerra che non erano stati in grado di catturare come promesso al proprio signore.

Cosi i cinque personaggi si ritrovano chiusi in cella assieme agli altri arrestati; sono stati portati nelle celle del castello ad attendere la loro esecuzione. Anche il guerriero Eriador che era entrato nelle grazie di Pellak (il carceriere), lusingandolo e aiutandolo a sedare la rissa, è stato tradito e sbattuto in cella.

Nel frattempo la gnoma e il gatto sono riusciti a fuggire grazie ad un abile stratagemma e successivamente ad entrare con un inganno nel castello.

La gnoma si è finta ingegnere per la costruzione e la progettazione del patibolo e per l’esecuzione si è messa al lavoro nel cortile progettando il patibolo per l’esecuzione mentre il gatto ha iniziato una stravagante esplorazione del luogo e dei suoi angoli più “puzzolenti”…

Infine il gatto è riuscito ad entrare nelle celle passando dalle latrine e a liberare il gruppo che a sua volta ha liberato i prigionieri (che hanno ucciso Pellak il carceriere).

Tentando di fuggire irrompendo nel cortile armati di spranghe e bastoni sono stati presi di mira da arceri e guerrieri, sino a che la gatta Sifnos escogita un diversivo: ossia sparare una Fireball contro l’ingresso del castello (in legno) scatenando così il putiferio all’interno delle mura.

I prigionieri sono cosi fuggiti dalla porta principale non essendo più oggetto dell’attenzione delle guardie ormai intente a cercare di salvare il castello.

Il gruppo hanno sfruttato una via di fuga secondaria che avevano intravisto all’arrivo nel castello che scende precipitosamente verso il bosco ai margini della città, il bosco di Pellak.

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