Indagini lungo il confine

Attraverso il Califfato di Ekibir

Aribel il Bardo Errante

ekibir

Gli avventurieri si trovano ora sulle spiagge davanti all’isola di Sognat bagnati e infreddoliti dopo aver attraversato di corsa il sottile lembo di sabbia che separava l’isola dalla terraferma mentre la marea saliva impietosa.

Scorgono un piccolo falò acceso vicino all’alta scogliera, qualcuno si è accampato per la notte scaldandosi con il tepore del fuocherello.

Quando si avvicinano l’uomo rimane di spalle sino a che gli avventurieri non saranno molto vicini, il gruppo nota che l’uomo impugna un piccolo mandolino con il quale sta intonando una canzone triste e malinconica che parla di eroi e draghi e leggende di altri tempi.

Quando gli avventurieri lo raggiungono questi si volta continuando a suonare. Li invita a sedersi e ad unirsi a lui e a scaldarsi al fuoco. Inizia poi a mescolare un piccolo calderone di ghisa, posizionato sulle braci, ne preleva una abbondante mestolata versandola in alcune scodelle di legno che porge ad ogni membro del gruppo.

L’uomo si presenta come Aribel, giunge dalle terre del nord portando notizie tragiche dai regni confinanti, il semidio Iuz e le sue armate di mutanti stanno muovendo in direzione ovest verso la costa razziando e distruggendo tutto ciò che trovano sul loro cammino.

Aribel sta recandosi a sud per chiamare a raccolta gli eserciti degli uomini per contrastare la minaccia di Iuz.

Dopo aver mangiato ogni membro del gruppo si assopisce ascoltando le canzoni di Aribel e cade in un profondo sonno ininterrotto sino alla mattina successiva.

Quando gli avventurieri si svegliano, sono completamente ristorati e ogni loro ferita sanata… Il cielo è limpido e tira una leggera brezza da terra, del bardo non vi è traccia se non il fuoco spento.

Quando gli avventurieri si mettono in viaggio percorrono una strada ben tracciata che prosegue leggermente verso nord, verso la foresta al confine settentrionale.

Il gruppo incontra Frate Eriban Carcadruck, un frate viscido, grasso e opportunista di Saralish il Giusto, mentre racconta a dei contadini delle menzogne riguardo a delle donazioni di capre e galline che gli dovrebbero fare affinché Saralish doni fertilità ai loro terreni.

Quando il frate vede gli avventurieri taglierà corto e farà ripartire il carro con solo una capra sopra declamando una sorta di preghiera senza senso.

Eriador non approvando il metodo del frate lo ferma e lo interroga facendo restituire il maltolto ai contadini, ma quando il frate vede il Martello di Eriador indietreggia e si inchina di fronte al paladino chiamandolo messia.

Racconta agli avventurieri che quello è l’oggetto che i suoi maestri chiamano Arath il martello che porterà equilibrio, si racconta che l’Arath si manifesta solo quando le Flaneless ne hanno maggiore bisogno.

L’ultima volta che successe fu per mettere fine alle guerre di Greyhawk. Non sa molto altro se non che è legato al dio Saralish il Giusto e che il Monastero dei suoi maestri si trovava nel regno di Iuz Il Semidio Malvagio e che fu distrutto da quel pazzo furioso.

Forse la sono ancora conservate informazioni utili su quell’oggetto e sul duo dio laddove il fiume Deepsteel si incontra con il Dusli dove sorgono le sacre rovine.

Proseguendo verso nord gli avventurieri trovano numerosi segni della guerra e non mancheranno nemmeno le tracce lasciate dalle spade rosse (massacri di uomini e bambini e rapimenti di giovani fanciulle).

Le tracce portano evidentemente verso nord nella foresta dato che, man mano che gli avventurieri proseguono lungo la strada che porta a nord, più aumentano anche le scene terribili di devastazione e sterminio.

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Gadda

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